FRIULI VENEZIA GIULIA: ITINERARIO DI UN GIORNO ALLA SCOPERTA DELLA REGIONE


L’Italia è tutta bella, lo sappiamo già. E come noi lo sanno le migliaia di turisti che vengono da tutto il mondo per visitarla.

Le città d’arte e le località di mare o sciistiche vengono prese d’assalto,ma ci sono anche tanti luoghi che ancora non si conoscono e che talvolta anche noi italiani ci sorprendiamo  nello scovarli.

 

Per le mie vacanze estive ho scelto delle mete un po’ più di nicchia per approfittare appunto, di scoprire qualche angolo nascosto della nostra bella Italia e così mi sono spinta a Nord, per visitare un po’ di Friuli Venezia Giulia, alla disperata ricerca di fresco.

PRIMA TAPPA: VAJONT

Diga del Vajont Monte Toc Dolomiti bellunesi

Sono stata alla Diga del Vajont, che i giovani non conosceranno ma è nota ai più per il tragico evento del 9 Ottobre del 1963 che spazzò via l’intero paese di Longarone mietendo 1917 vittime tra le quali 487 bambini.

 

Questo disastro ambientale fu provocato da una frana del Monte Toc, ma la colpa è da attribuirsi dalla negligenza dell’uomo e dal tacito consenso di molti per questo disastro che poteva essere evitato.

La tragica storia è stata poi raccontata in diversi documentari, film e persino fumetti e proprio per mantenerne vivo il ricordo, la pro.loco organizza delle visite guidate in questo luogo immerso tra le Dolomiti bellunesi.

 

Ma torniamo al viaggio: quando da Longarone, dopo una piccola serie di tornanti si arriva alla Diga che, come vi dicevo si trova tra le montagne, la vista ci lascia decisamente senza parole e il luogo diventa stranamente silenzioso, un silenzio di rispetto misto anche a una punta di vergogna.

 

La diga è imponente e incute uno strano timore ritrovarsela lì di fronte.

 

A metà del tunnel da dove si accedeva alla diga, c’è oggi un cancello chiuso, e ai suoi lati ci sono le lapidi dei lavoratori dell’Enel che lavoravano lì e che sono stati portati via dal disastro.

 

E’ possibile prenotare una visita guidata sulla Diga se si desidera approfondire la storia e capire il funzionamento della stessa prima di rimontare in macchina e dirigersi altrove, verso mete più felici.

SECONDA TAPPA: ERTO E CASSO

Erto e Casso Friuli paese sulle Dolomiti in pietra

 

Dal Vajont ci postiamo solo pochi metri più in su e arriviamo ad Erto: un paesino in pietra davvero delizioso, da visitare in una breve passeggiata.

 

Anche Erto fu uno dei paesi coinvolti, ma solo in parte, dal disastro del Vajont.

 

 

Sulle facciate di molte case ritroviamo alcune delle frasi scritte dall'artista Mauro Corona, residente proprio ad Erto e Casso.

 

Lo scrittore , che è anche scultore , è noto anche per essere uno sportivo, scalatore e alpinista, nonché profondo conoscitore delle Dolomiti. 

TERZA TAPPA: LAGO DI BARCIS

Questo viaggio a tappe prosegue in salita alla scoperta del Friuli fino a farmi arrivare in Valcellina e precisamente al Lago di Barcis che nasce ai piedi dell’omonimo paese.

 

Si tratta di un lago artificiale dai colori caratteristici, con le nuvole che si riflettono in questo specchio d’acqua creando un effetto stupefacente.

Sul lago vengo effettuate anche diverse attività sportive tra le  quali il windsurf, la pesca sportiva e la vela. 

 

QUARTA TAPPA: SAN DANIELE DEL FRIULI

Duomo di San Daniele del Friuli

Per cosa è famosa questa piccola comune del friulano?

Per un’eccellenza tutta italiana: il Prosciutto crudo di San Daniele DOP.

La cittadina è davvero molto piccola e posso indicarvi i luoghi di maggior interesse in poche righe:

  • La piazza centrale con il Duomo di San Michele;
  • Porta Gemona che fu progettata dal Palladio;
  • La Chiesa di Sant’Antonio Abate, nota come la Cappella Sistina del Friuli per gli affreschi di Pellegrino da San Daniele. I friuliani e gli appassionati d’arte  in particolare dell’artista forse mi perdoneranno se dico che l’appellativo mi sembra un tantino esagerato (spero);
  • La biblioteca Guarneriana, fondata nel 1466 è una tra le più antiche in Italia;
  • L’antico palazzo comunale dove potete trovare il punto Informazioni Turistiche.

Una cosa che ho trovato molto carina, messa a disposizione dall'ente del turismo, è il walking tour con audio guida al costo di soli 2,00 Euro.

 

Dopo un giretto della città, quello che assolutamente vi consiglio di non mancare è un salto in una delle tante prosciutterie della zona, dove poter degustare ovviamente del buon prosciutto ma anche altre specialità a base di questa carne.

 

Inoltre, che sia per pranzo, cena o aperitivo, non vi negate la gioia di un tagliere di prosciutto di San Daniele DOP che, come noterete voi stessi, qui ha un gusto ancor migliore rispetto a quello che compriamo al supermercato. E’ proprio vero che la qualità dell’aria di questa zona gli conferisce un sapore del tutto unico tanto da essere apprezzato in tutto il mondo.

 

Quando c’è da vantarsi, facciamolo come si deve!!!

 

Da buona forchetta anche qui ho qualcosa da consigliarvi spassionatamente e tra le tante prosciutterie mi sento di condividere con voi la mia preferita: Dok Dall’Ava. (e no, non mi pagano per la pubblicità…magari mi pagassero in prosciutto ma no, ci vado volentieri da sola, ogni volta che passo di lì).

Qui oltre al ristorante si possono acquistare diversi prodotti nello shop annesso e visitare gratuitamente un piccolissimo museo del prosciutto.

 

E’ in questo posto e in generale a San Daniele del Friuli, che ritrovo la felicità delle piccole cose, assaporando i sapori semplici nella città che fu di mio nonno e che quindi ho nel cuore.

 

E ora, pronti per l’ultima tappa di questo tour di un giorno nel friulano?

QUARTA ED ULTIMA TAPPA: LAGO DI CORNINO

Riserva Naturale del lago di Cornino in Friuli, montagne avvoltoi lago colorato

Questo piccolo lago si trova all'interno della Riserva Naturale omonima ed è quindi uno specchio d’acqua immerso nella natura, ma visibile già dalla strada sovrastante.

 

E’ un lago che si è formato con lo scioglimento dei ghiacciai circa 10.000 anni fa e le sue acque mantengono una temperatura costante di 8/10° durante tutto l’anno grazie alla circolazione idrica sotterranea.

Di fatti potrete accorgervi ad occhio nudo che questo lago non ha un immissario né un emissario proprio perché le acque provengono dal basso.

 

Nella Riserva naturale del Lago di Cornino che gira attorno al lago invece si possono fare diverse camminate ed è anche possibile fare birdwatching grazie alla presenza di diverse specie di uccelli tra i quali anche i grifoni e i gufi reali. Particolarmente adatto ai viaggiatori con bambini al seguito.

 

Un’ultima tip per voi: se siete in vacanza da queste parti durante il periodo estivo, potrete cercare refrigerio nelle limpide e a volte gelide acque dei fiumi che troverete lungo il tragitto (in questo caso il fiume Tagliamento e il torrente Cellina vicino Barcis).

Quando vedrete gli ombrelloni piantati nei sassi e la fila di auto parcheggiate bordo strada, saprete di essere nel posto giusto.

 

Un solo accorgimento: fate sempre attenzione alle correnti e in comunque in generale perché anche i fiumi possono essere pericolosi.

 

Se tutto questo girovagare non vi ha stancato troppo, vi suggerirei di trascorrere la fine della giornata ad Udine altrimenti potete fare come me e fermarvi qui.

Che ve ne pare di questa giornata alla scoperta del Friuli meno conosciuto? Visto, quante cose si possono fare e vedere in un giorno da queste parti?

  

A me è piaciuto molto perché ho fatto un viaggio che è un mix tra cultura, natura, cibo e città. Niente male, davvero per un solo giorno!

Buon viaggio!
Vi é venuta voglia di partire? Contattatemi!